2025 – ferro, cotone, pvc – 50x50x35cm

Pioggia all’orizzonte costruisce un paesaggio urbano sospeso, in equilibrio tra materia e presagio. Su un basamento bianco si innalzano palazzi di edilizia popolare realizzati in ferro, segnati da ossidazioni e ruggine che ne denunciano il passaggio del tempo e una condizione di progressivo logoramento. Le architetture, rigide e seriali, evocano spazi di vita colletti- va spesso dimenticati, luoghi in cui la funzione sociale si è trasformata in isolamento e fragilità. Tra un edificio e l’altro compaiono nuvole in cotone grezzo, elementi morbidi e instabili che interrompono la verticalità severa delle strutture. Non si tratta di una pioggia già in atto, ma di una presenza imminente, trattenuta all’orizzonte come una tensione latente. Il contrasto tra la durezza del ferro e la leggerezza apparente del cotone genera un cortocircuito visivo e concettuale, in cui il paesaggio urbano diventa metafora di uno stato emotivo collettivo, segnato dall’attesa, dalla precarietà e dalla possibilità di un cambiamento ancora indefinito.